Sostenibilità nelle pulizie professionali: il nostro approccio
Perché parlare di sostenibilità con onestà
Nel settore delle pulizie il tema sostenibilità è facile da raccontare e difficile da praticare. Il rischio di greenwashing è alto: basta scrivere "prodotti ecologici" senza specificare quali, in che dosaggi, con quali certificazioni, ed è fatta. Noi preferiamo un approccio diverso: dire cosa facciamo davvero oggi, cosa stiamo migliorando, cosa non dichiariamo perché non è ancora vero.
La pulizia professionale, per natura, usa detergenti, acqua, panni, sacchi, attrezzature. È impossibile renderla a impatto zero. È possibile, invece, ridurre l'impatto in più punti del processo, in modo verificabile.
Cosa facciamo oggi, in modo concreto
Dosaggio dei prodotti
Il primo errore in pulizia è "metterne di più, così pulisce meglio". Non è vero, e produce due effetti negativi: serve più acqua per risciacquare, e finisce più sostanza nel ciclo dei reflui. Lavoriamo con flaconi dosati e formiamo gli operatori sul corretto rapporto di diluizione. È una scelta pratica che riduce consumi e impatto, senza compromettere il risultato.
Microfibra riutilizzabile rispetto all'usa-getta
Per la maggior parte degli interventi usiamo panni in microfibra lavabili e riutilizzabili più volte, al posto di salviette monouso. La microfibra ha un duplice vantaggio: cattura meglio polvere e sporco, riducendo la quantità di detergente necessario, e ha vita lunga. I monouso restano per ambiti specifici dove sono richiesti per ragioni igieniche (es. zone sensibili sanitarie).
Gestione corretta della differenziata in cantiere
Soprattutto nei cantieri post-ristrutturazione e post-trasloco, ci troviamo a gestire residui di vario tipo: imballaggi, plastica, carta, piccoli ingombranti. La regola operativa è dividere correttamente secondo il calendario raccolta del comune in cui interveniamo, e non aggregare tutto come indifferenziato per comodità. È uno dei punti che facciamo presente anche al cliente, perché la differenziata in cantiere richiede un minimo di organizzazione.
Trasferte ottimizzate
Le pulizie professionali sono un servizio fisico: bisogna andare sul posto. Riduciamo il chilometraggio raggruppando per zona gli interventi pianificati nella stessa giornata. Un operatore che fa tre condomini contigui, in sequenza, brucia meno carburante di tre uscite separate. Sembra banale, è il primo intervento concreto sull'impatto della mobilità di servizio.
Acqua usata in modo responsabile
L'acqua è risorsa critica anche nelle pulizie. Usiamo secchi a doppio scomparto (acqua sporca/acqua pulita) per limitare i ricambi, asciughiamo correttamente per evitare lavaggi inutili, evitiamo getto continuo dove non serve. Su scale e atri, l'acqua del lavaggio si usa per più piani prima di sostituirla.
Cosa stiamo migliorando
Ci sono fronti su cui siamo onestamente in cammino, non in arrivo:
Selezione fornitori CAM Pulizie
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per i servizi di pulizia sono uno standard pubblico definito dal Ministero dell'Ambiente, applicabile in particolare agli appalti pubblici. Stiamo progressivamente verificando i nostri fornitori di detergenti e consumabili rispetto a questi criteri, prediligendo prodotti che li soddisfino. È un lavoro continuo, perché il mercato cambia e nuovi prodotti arrivano. Il riferimento ufficiale è disponibile sul sito del Green Public Procurement del Ministero.
Riduzione plastica nei flaconi
I detergenti professionali arrivano in flaconi di plastica. Stiamo passando, dove disponibili e tecnicamente equivalenti, a formati concentrati con dosaggio in flaconi riutilizzabili: meno plastica per uguale volume di prodotto utilizzabile. È una scelta che dipende dalla disponibilità del fornitore e dalle prestazioni del concentrato sul caso d'uso.
Formazione operatori
Il fattore più impattante in pulizia è la persona che la fa. Una buona formazione su dosaggio, gerarchia dei prodotti, gestione degli sprechi e differenziata vale più di un singolo prodotto eco. Investiamo tempo nei briefing operativi su questi temi, e li integriamo come parte della procedura di lavoro.
Cosa non dichiariamo
Per coerenza con la nostra impostazione editoriale, ci tiene a dire chiaramente cosa non rivendichiamo, perché non sarebbe vero o non sarebbe verificabile:
- non abbiamo certificazioni ambientali formali (es. ISO 14001) e non scriviamo "azienda certificata green"
- non dichiariamo percentuali di riduzione CO2 senza una misurazione strutturata che non abbiamo ancora completato
- non usiamo etichette generiche tipo "100 per cento eco" o "totalmente naturale", perché su pulizia professionale sono quasi sempre semplificazioni
- non promettiamo prodotti "atossici" senza specificare il principio attivo: tossico è un termine relativo a dosaggio e modalità d'uso
- non ci attribuiamo riconoscimenti, premi o partnership che non possiamo documentare
Crediamo che la trasparenza, anche su quello che manca, sia parte del lavoro serio. Una pulizia professionale è già un'attività utile per la salubrità degli spazi: appiccicarci sopra il marchio "ecologico" senza basi solide ne abbassa la credibilità complessiva.
Il riferimento normativo: i CAM Pulizie
Per chi vuole approfondire, il riferimento ufficiale italiano in materia di sostenibilità nei servizi di pulizia sono i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per il servizio di pulizia di edifici, definiti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. I CAM stabiliscono requisiti minimi su prodotti, attrezzature, formazione, riduzione dei consumi, gestione rifiuti. Sono obbligatori negli appalti pubblici e rappresentano un buon riferimento anche per i contratti privati seri.
Documenti e aggiornamenti ufficiali sono disponibili sul portale del Green Public Procurement del Ministero.
Cosa può chiedere un cliente attento alla sostenibilità
Se la sostenibilità è una priorità reale per chi commissiona il servizio, ci sono richieste concrete da fare al fornitore:
- chiedere la lista dei prodotti che verranno usati, con schede tecniche
- chiedere se i prodotti rispettano i CAM Pulizie (criteri pubblici, verificabili)
- chiedere se viene usata microfibra riutilizzabile al posto di salviette monouso
- chiedere come viene gestita la differenziata nel cantiere
- chiedere se è disponibile, su richiesta, una linea di prodotti a profumazione neutra o a basso impatto allergenico
- se conta, chiedere indicazione su certificazioni di filiera (es. detergenti con Ecolabel UE)
Sono domande utili per distinguere fornitori che lavorano davvero su questi temi da chi usa la parola "ecologico" come slogan.
Un percorso, non una bandiera
La sostenibilità nei servizi di pulizia non è un punto d'arrivo: è una direzione di lavoro che chiede coerenza, verifiche, scelte concrete giorno per giorno. Pentapulizie si muove in questa direzione, in modo graduale, dichiarando solo quello che fa davvero. Se vuoi capire come gestiremmo il tuo capitolato con attenzione a questi aspetti, parlane direttamente con noi: lo includiamo nel sopralluogo gratuito, senza costi aggiuntivi.
Domande frequenti su sostenibilità e prodotti
Usate prodotti naturali al 100 per cento?
I vostri prodotti sono adatti a chi soffre di allergie?
Avete una certificazione ambientale o un eco-label?
I prodotti sono vegan o cruelty-free?
Capitolato attento agli aspetti ambientali
Sopralluogo gratuito: discutiamo prodotti, dosaggi e gestione rifiuti del tuo caso.